Contenuti per adulti
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Lo spavento
Penso di essere una stella che brilla poco e niente. Le ore si susseguono spinte dal bisogno d'imparare e null'altro. E' sempre notte, breve e malinconica.
La gente sembra possedere qualcosa a me preclusa, la voglia di rotolarsi sulle ore, nei giorni di velluto. Vuol migliorare, inseguire un birillo, l'inciampo è solo un trascurabile incidente di percorso.
Cristina mi dice di aver trovato un lavoro, finalmente. Starà diverse ore davanti a uno schermo ad archiviare, catalogare o qualcosa del genere. Di Cristina mi piace il suo esser dentro la realtà, i suoi occhi cercano le cose e le trovano. I miei osservano, null'altro.
La roba che ho accumulato nelle ore, negli anni, mi soffoca, vorrei andarmene in qualche luogo dove le case siano vuote e le strade non sventolino bandiere. Quel che ho dentro, resiste. Mi fa fare conti, bilanci, giravolte.
Si può vivere anche così, scegliendo di non gioire che per quegli attimi di spavento, una successione di corse e rincorse che, alfine, ci adagia sulla terra, vuoti a ricominciare.
Una persona speciale
Oggi 6 febbraio 2026 ho appreso dai social della tua prematura scomparsa, sono rimasto sconvolto.
Ricordo quando ci siamo conosciuti, eri un ragazzo di 21 anni e io 33. Avevi perso tuo padre da poco e abitavi da solo. Vivevi in una mansarda di Catania invasa dalle tue coppe, medaglie, targhe.
Anch'io avevo perso mio padre da poco e piangesti per i nostri padri scomparsi. Mi dicesti che saresti diventato qualcuno e così è stato. Hai vinto tutto quel che c'era da vincere ma noi ci siamo persi di vista. Ricordo quel giorno di agosto dell'anno 2000 quando mi portasti sull'Etna in moto, sembrava di stare sulla Luna, faceva freddo e ci siamo protetti la schiena con fogli di giornale. Il ricordo di quel giorno è sempre vivo, avrei voluto esserci al tuo funerale.
Oggi il vento trasporta queste cose e il ricordo di una persona speciale.